Nell'articolo precedente abbiamo visto come procedere all'installazione di redmine su apache, abbiamo visto come integrare git e gitosis per la gestione delle credenziali degli utenti.. ma alla fine avevamo specificato che c'era ancora qualche problema da risolver. Di seguito vediamo come correggere alcune delle problematiche indicate.
Quando si lavora (come sviluppatori, ma anche in altre occasioni) in un team è quasi fondamentale avere un sistema per la gestione del codice oltre ad un sistema per la gestione del progetto. Inizialmente avevo utilizzato trac, strumento ottimo, ma con alcuni vincoli, il più evidente: essere monoprogetto. Successivamente ho preferito utilizzare redmine, strumento flessibile e potente.
Vediamo di seguito come installarlo e configurarlo in ubuntu 10.10, andando a configurarlo per utilizzare git come SCM e atomatizzare la creazione dei repository per i vari progetti, nonché i permessi di accesso a questi.
Capita a volte di avere la necessità di cercare all'interno di un gruppo di file una stringa, ancora più spesso capita di dover scoprire in quale file all'interno di una cartella c'è la stringa che cerchiamo, e magari anche in che posizione, il tutto evitandoci di cercare nelle cartelle create dal nostro VCS. Vediamo ora come effettuare una ricerca in maniera veloce.
Ebbene sì, capita... non sono un sistemista, ma capita di dover mettere on-line dei server, un server on-line dopo pochi giorni di presenza on-line, e senza ancora essere stato pubblicato (in pratica era una macchina fantasma) inizia a subire attacchi.
Boot sparsi in giro per la rete scansionano le diverse porte dei server e tentano di accedervi inviando continue richieste di accesso (FTP, SSH, ...), queste richieste vengono normalmente respinte, ma provocano una serie enorme di dati di log come accessi falliti. Per evitare questo è possibile installare sulla macchina in rete un software che si occupa di bloccare determinati indirizzi IP dopo che sono stati riscontrati più tentativi di accesso falliti. Vediamo come installare e configurare uno si questi applicativi per l'esattezza fail2ban.
Chi di voi utilizza il validatore del codice (X)HTML del W3C per controllare che quello che generiamo sia codice pulito? Su le mani.
Troppe poche mani alzate, quindi come prima cosa abbituiamoci a controllare il codice. Alcuni buoni motivi? Bhè, innazitutto avere del codice validato ci permette di rendere il nostro contenuto più facilmente fruibile agli utenti che vi accedono con browser non convenzionali (per capirci screen-reader, browser per dispositivi mobili, ...); inoltre, nonostante alcuni SEO Expert dicano che il vantaggio è minimo, è comunque un vantaggio dal punto di vista S.E.O. e non per ultimo, essendo l'XHTML uno standard va rispettato.
Anche se nella fase iniziale stiamo particolarmente attenti a chiudere tag, a non inserire block element in inline element può capitare che, per riutilizzo del codice o per necessità impellenti, questo non venga controllato, proprio per aiutarci in questa fase di debug l'utizzo del validatore del W3C ci aiuta.
Per la gestione di progetti, sopratutto quando ci si lavora in più di una persona, ma anche nel caso della singola personaquando si ha la necessità di tracciare quello che viene fatto non può mancare un meccanismo di tracking. Tra questi strumenti quello che preferisco utilizzare è Trac, strumento completo che comprende:
Oltre a questo si ha la possibilità di integrare diversi plugin (scritti in python) che permettono di aggiungere le funzionalità di più disparate.
Vediamo ora come installarlo e configurarlo.
Le icone, una delle prime cose che si personalizza chi passa molto tempo al computer, oltre che per esigenze anchegrafiche per il fatto che permette di riconoscere un file a colpo d'occhio, e quindi capirne la funzione senza dover andare a leggere nome del file e magari capire di cosa si tratta.
Personalmente trovo una cosa comodissima poter assegnare icone alle cartelle, ma ancor di più poter personalizzare l'icona associata ad un be definito tipo di file, quindi vediamo come possiamo fare questo per tutti quei tipi di file uguali ma che dobbiamo differenziare per comodità nostra.
Precedentemente abbiamo visto come utilizzare dispositivi MTP su linux senza interfaccia grafica usando le libmtp, oppure usando uno dei migliori riproduttori audio in circolazione per KDE, ovvero AmaroK. Quest'ultimo, seppur disponga di un ottima interfaccia grafica, è sviluppato per KDE, quindi per chi (come me) utilizza princpalmente gnome, diventa necessario portarsi dietro tutte le librerie di KDE, che sicuramente appesantiscono il sistema (per lo meno come spazio occupato :D ). Affrontiamo ora l'installazione di un software sviluppato per gnome che permetta di gestire i dispositivi MTP.
Vorrei iniziare questa miniguida ringraziando Slackwarelife (non cito il nome e cognome per regole sulla privacy :D ) che ha contribuito dandomi alcune indicazioni per la configurazione di network-manager, un interfaccia grafica per la gestione delle reti wireless, per la connessione alla rete internet dal Politecnico di Milano.
Con la prima guida abbiamo visto come andare a configurare postfix per aver una serie di utenti di posta che possono inviare e ricevere la posta al loro interno, o nel caso si disponga di un IP statico anche a caselle di posta non appartenenti ai nostri domini. Purtroppo se non abbiamo un indirizzo IP statico, ma un indirizzo dinamico, come avviene per la quasi totalità di utenze domestiche o aziendali di tipo low-level non possiamo utilizzare il nostro server per inoltrare direttamente le e-mail all'esterno, poiché i server di posta dei destinatari verificando che il nostro non è un indirizzo statico considereranno il nostro server come fonte di SPAM e quindi quasi certamente la nostra mail verrà rifiutata, quando non direttamente cancellata.